Miei adorati, buongiorno, benvenuti in una nuova recensione. Prima di cominciare, mi sembra giusto mettere un avviso alla sensibilità dei lettori perché nel libro non c'è, quindi mi sembra giusto avvertire: si parla di violenza sugli animali. Io per prima ho un nervo scoperto quando si parla di queste cose, quindi mi sembra giusto parlarne.
Una casa infestata, una famiglia coinvolta in strani rituali e una maledizione che affligge un gruppo di personaggi sventurati. Cos'avrei potuto chiedere di più dalla vita?
È il 1890. Siamo a York. Daniel Lennox è promesso sposo di Lily Hamilton. Un matrimonio combinato, perché alla famiglia Lennox servono soldi e a Lily serve ripulire la sua reputazione. Non si sa da cosa, ma la gente mormora che sia stramba e, all'epoca, ci vuole molto poco per essere considerata una strega ed essere emarginata dalla società. Prima che si possa ufficializzare il fidanzamento, però, Lily scompare e viene ritrovata a vagare nei boschi due giorni dopo, piena di graffi, sangue ed ematomi. È Tristan, l'amico di sempre, a raccontare queste cose a Daniel in un incontro molto fortuito, dal momento che nessuno sembra volergli fornire notizie sulla sua fidanzata.
Per salvare la faccia e valutare se concretizzare il fidanzamento oppure no, il padre di Daniel dà una festa di lì a poco per celebrare la guarigione di Lily, e ovviamente la situazione va a sfacelo. La sorella di Daniel ha delle brutte sensazioni sulla promessa sposa del fratello e Tristan sembra essere l'unica persona ad avere le risposte che cerca. Proprio quando sembra per riceverle, Daniel crolla a terra in preda alle convulsioni e un lampadario cade.
Stacco: Tristan si trova in una stanza d'ospedale. Ha le mani ferite, fatica ad alzarsi (come sia rimasto ferito, perché si trovi in una stanza d'ospedale stanco e debilitato -lui era abbastanza lontano dal lampadario caduto- sono dubbi di cui parleremo più tardi, adesso non ci competono) ma quando si alza viene fermato dal padre di Lily, un medico: il signor Hamilton gli preme un panno impregnato di cloroformio sulla faccia e quando Tristan si risveglia è in una staza che non conosce. Sente delle voci che parlano di Lily e di lui, di Daniel, della sorella di Daniel e di un'altra ragazza. Parlano di sacrifici, di segreti da mantenere. Man mano che la vista si fa più nitida, Tristan riconosce un cadavere steso a terra, un cadavere mezzo putrefatto, ridotto talmente male che non si riesce a capire a chi appartenga quel corpo: Lily entra nella stanza e beve il sangue dal cadavere. Tristan sviene di nuovo.
Quando si risveglia, si trova in una biblioteca, con Lily: Daniel, sua sorella e l'altra ragazza sono sempre svenuti. Ora che sono soli, Tristan confronta la sua migliore amica, che sembra non voler sentire ragioni, e l'accusa di non voler più la sua felicità come una volta e di non sapere contro cosa si sta mettendo. È sul punto di compiere un gesto indicibile ma viene trattenuta dal padre con la promessa che pagheranno le loro azioni (chi? Gli altri sono svenuti; è solo Tristan ad aver assistito al cerimoniale macabro. Perché devono pagare? Cosa devono pagare? Il voler vivere? Scusi tanto, signor demone, se ci tengo alla mia pellaccia… dopo. Le opinioni dopo, giuro) che sarà il destino a fare il suo corso, lei li maledice tutti e tante care cose.
Qualche mese dopo il padre di Daniel e quello di Tristan si ritrovano a parlottare e a fare gli impiccetti: i ragazzi origliano e scoprono che i genitori sono coinvolti col rituale a cui Tristan ha involontariamente assistito. Lily è lì con loro, pratica un rituale per mettersi in contatto con un certo signor M. e prima che Tristan possa scoprire di più, vede il signor Hamilton, il padre di Lily. Presumibilmente anche lui vede Tristan. Il signor M si rivela essere una creatura fatta d'ombra con due occhi gialli e brillanti, che ha anche la facoltà di parlare, con cui Lily è in contatto tramite sedute spiritiche strane.
Più il romanzo va avanti, più vengono a galla segreti e perversioni che Lily, esperimento riuscito di un rituale di necromanzia, deve nascondere (non riuscendoci proprio benissimo, ma questo è un altro discorso). Si comprendono fegatelli sul passato della famiglia della ragazza che erano un po' il segreto di Pulcinella e che non riporto perché alla trama servono fino a un certo punto.
A questo punto mi viene il sospetto che il 1890 sia stato un anno lunghissimo perché in quei 12 mesi si aggiunge anche la morte del nonno di Tristan, un personaggio che non compare fino all'alba di pagina 163 e la sua unica utilità è quella di far venire al ragazzo delle fantasie cannibali. E a questo riassunto manca ancora mezza trama, quella ambientata nel 1900, ma tra un attimo ci arriviamo. Voglio mantenere la narrazione il più lineare possibile. Le ossessioni di Tristan, sviluppate possibilmente dopo ciò a cui ha assistito con Lily, lo portano a uccidere Stanley, il proprio cane, in una maniera molto grafica che non riporto per rispettare chi è più sensibile sull'argomento (e fidatevi, ci sono dei dettagli che voi non volete leggere). La situazione degenera a tal punto che il padre di Tristan ammazza la moglie davanti agli occhi del figlio (che a questo punto della storia dovrebbe avere vent'anni o giù di lì) e lo obbliga a seppellire i corpi della donna e del cane e a mantenere il segreto. I due si recano subito al cimitero, ma c'è un problema: la madre di Tristan respira ancora. Questa cosa viene dismessa con una scrollata di spalle, almeno per il momento, e Tristan continua con la sua vita in maniera più o meno tranquilla, ma inizia a parlare di un romanzo in cui ha inserito tutto ciò che gli è successo.
Scopriamo che lui e Julie si "frequentavano" (ovvero andavano segretamente a letto insieme), e lui le parlava del suo romanzo, e scopriamo che finora abbiamo letto i vaneggiamenti di un pazzo psicopatico che ha scritto una fan fiction self-insertion su di sé e sui suoi amichetti. O almeno, io l'ho capita così, sono aperta alle smentite.
Facciamo un salto al 1900. Tristan, che di cognome Lancaster, ha comprato Hollow Fell, la casa vittoriana appartenuta alla famiglia di Lily, e invita alla festa di inaugurazione Daniel, Maryanne (la moglie di Daniel, nonché l'altra ragazza coinvolta nell'incidente col lampadario) e Julie, la sorella di Daniel. L'atmosfera è opprimente, il fantasma dei traumi passati pende sulle teste dei quattro ex amici anche a dieci anni di distanza e la festa non è tutto sto granché. L'umore è a terra ed è destinato a peggiorare quando Maryanne, una volta tornata all'ostello dove pernotta insieme al marito, muore nella notte col collo spezzato.
Daniel viene arrestato per il suo omicidio in quanto era presente al momento della morte e poco dopo Tristan viene internato all'ospedale psichiatrico con l'accusa di aver ucciso Julie, la sorella di Daniel (ma non si ricorda nulla e le prove sono tutte circostanziali quindi non possono metterlo in carcere... mi viene quindi il dubbio: perché internarlo se non hai prove se non una lettera trovata sia sulla vittima che a casa di Tristan? Ma poi ci arriviamo). L'incaricato delle indagini sulla morte di Maryanne e Julie è Horace Elmstone, che viene coinvolto personalmente dagli avvenimenti in seguito alla scomparsa di sua figlia Violet: la piccola è spesso taciturna e scrive molto, circostanza dovuta principalmente all'assenza di una figura materna (sua madre è morta quando lei era ancora in fasce, non prima di aver tentato di annegarla nella vasca da bagno). Quando ritorna, parla al padre di un non luogo (viene sempre scritto in corsivo, quindi chi sono io per non fare altrettanto?), lo stesso posto di cui gli ha parlato Tristan durante uno degli interrogatori.
Nelle ultime pagine le mie emozioni si alternano velocemente. La prima è la confusione: gli sprazzi ambientati negli anni '90 sono parti del romanzo di Tristan che, pazzo malato da internare, ha scritto davvero una self-insertion per giustificare l'omicidio di Lily? Se è così, perché ci ha messo dieci anni per farla fuori? Lily esiste davvero o è solo un flash di Tristan? Perché Daniel gli regge il gioco se si odiano? Perché tutti accettano l'invito di Tristan all'inaugurazione di Hollow Fell se sono passati dieci anni da quella scia di violenza che li ha visti tutti coinvolti? Perché Violet e il tipo che gestisce l'albergo parlano di ombre, cadaveri che respirano e non luoghi se sono tutti flash mentali di Tristan che è un omicida seriale pazzo? Finita la confusione, rimane solo un senso di spiazzamento: perché questo libro viene spacciato per gotico se di gotico non ha niente? Il mistero dovrebbe avere una spiegazione logica (e ci metto il condizionale perché, come ho detto, il finale mi ha confusa non poco), quindi di gotico non ci sarebbe assolutamente niente...
Quindi direi che come riassunto della trama questo è più che sufficiente e quindi immagino che voi, miei giovani lettori, vi stiate facendo alcune domande: perché l'hai messo? Sì, ma cosa ne pensi del libro? La recensione vera quando comincia?
Eccovi accontentati dunque (anche se ho lasciato la mia opinione trasparire più volte all'interno del riassunto che ho messo), e per cominciare la recensione vera e propria riprendo la domanda iniziale: una casa infestata, una famiglia coinvolta in strani rituali e una maledizione che affligge un gruppo di personaggi sventurati. Cos'avrei potuto chiedere di più dalla vita?
Dalla vita avrei voluto avere il romanzo gotico che mi era stato promesso. Avrei voluto avere un romanzo con un senso (non un romanzo in cui il senso fosse manifesto, per carità, però almeno un libro in cui le premesse fossero talmente solide e realistiche che ogni congettura sarebbe stata benvenuta). Avrei preferito avere un romanzo in cui lo stile non fosse così tanto confuso, in cui ho dovuto rileggere frasi anche tre o quattro volte per provare a capirne il senso, spesso non riuscendoci, in cui la punteggiatura e il lessico sono spesso usati in maniera fantasiosa (spesso generando veri e propri controsensi, calchi dall'inglese, annessi e connessi). Non ho apprezzato particolarmente la continua alternanza tra i capitoli ambientati nel 1890 e quelli ambientati nel 1900, soprattutto alla luce del finale che per me non ha senso. I flashback di solito non sono la mia tazza di tè (per mantenere una traduzione brutta dall'inglese), ma se sono gestiti bene posso tollerarli. Qui invece li ho trovati un riempitivo per allungare il brodo e tenere alta l'attenzione per poi precipitare nel nulla senza protezioni.
Quindi, per chi di voi se lo stesse chiedendo, il riassunto che ho messo all'inizio serve proprio a questo: se voi avete letto il libro, aiutatemi a capire; se non l'avete letto, spero di avervi incuriositi abbastanza da farvelo acquistare, leggere e apprezzare abbastanza da tornare qui per rispondere alle mie domande e aiutarmi a comprendere meglio quel finale.
Di conseguenza, trovo lievemente sbagliata la promozione che viene fatta a questo romanzo: dal momento in cui l'elemento soprannaturale che tormenta i protagonisti non solo si rivela non essere affatto soprannaturale (avrebbe potuto essere un ottimo espediente alla Jane Eyre, ma non rende in modo abbastanza efficace, a mio avviso) ma nemmeno esiste (!), può essere messo in commercio e spacciato come romanzo gotico? Forse sarebbe stato un romanzo thriller o horror psicologico se la narrazione fosse stata gestita in maniera più "lineare", ma in questo modo mi ha lasciata molto perplessa e anche delusa.
La recensione finisce qui, come sempre sono aperta a confronti e smentite (sempre però con gentilezza, vi prego).