Oskar è un bambino sovrappeso che va alle medie (o presumibilmente sta per finire le elementari, ma non sono totalmente sicura di come funzionino le scuole in Svezia) e viene bullizzato da un gruppetto di coetanei per il suo essere sovrappeso. Bullizzato pesantemente, talmente tanto che ha iniziato a farsi la pipì addosso, tanto da dover escogitare un metodo per evitare che le chiazze di urina gli macchino i vestiti. Non vuole che i bulli aggravino i loro scherzi a suo carico.
Eli è la nuova vicina di Oskar, una bambina di poco più piccola di lui, che si è trasferita a Blackberg insieme al padre. Eli sembra allo stesso tempo molto più intelligente e più ingenua per una bambina della sua età. Eli è strana. Eli ha un segreto. Forse anche due. Eli è un vampiro, e suo padre non è veramente suo padre. Il suo nome è Håkan e il suo ruolo è sfamare Eli. Håkan è innamorato di Eli in un modo perverso e innaturale, ma allo stesso tempo comprensibile. Eli è un essere immutato che alterna momenti di saggezza immensa a momenti di ingenuità che sembrano tipici di una persona di dodici anni.
Tommy è un adolescente ribelle. Sua mamma ha un nuovo fidanzato, e lui si comporta da adolescente ribelle la cui famiglia si è sfasciata. Fa piccole cose da teppistello, ruba una statua del fidanzato della madre e la getta in mezzo a delle siepi, crea un po' di fumo in chiesa per interrompere una funzione noiosa e discute con sua madre, dimostrandosi a tratti più maturo di lei.
C'è anche un gruppo di amici. Un gruppo di adulti che vive la loro vita in maniera monotona e si lascia trasportare in maniera passiva dal corso degli eventi, risucchiati in un vortice che raramente lascia spazio a briciole di gioia illusoria, che durano giusto il tempo di una serata trascorsa a bere e a chiacchierare di frivolezze. Due di loro fanno anche sesso occasionale, ma anche quello dura poco. Gli equilibri si rompono quando uno di loro scompare e viene trovato morto poche settimane dopo.
Le vicende tra i vari personaggi si intrecciano qui, perché il cadavere viene trovato da Oskar, che è il vicino di casa di Eli che vive insieme all'uomo che ha ucciso l'uomo scomparso.
Questo è un romanzo strano. A volte si fa fatica a stargli dietro, ma offre spunti di riflessione molto interessanti sulla sopravvivenza del singolo individuo, sui motivi che ci spingono a compiere determinate azioni, che ad altri possono sembrare inconcepibili, che spesso una comunità si permette di giudicare credendosi migliori di chi, in fondo, sta solo cercando di esistere causando meno danni possibili.
Alla fine gli eventi pendono una piega ancora più cupa. Gli scherzi dei bulli si fanno sempre più pesanti, attentano alla vita di Oskar dopo che lui ha rischiato di dare fuoco alla scuola dopo che i bulli avevano cercato di ucciderlo una prima volta perché lui aveva causato una commozione cerebrale a uno di loro (che al mercato mio padre comprò).
Il finale apre a un mondo di possibilità. Da come l'ho interpretato io Oskar ed Eli scappano insieme, e Oskar assume il ruolo che Håkan aveva all'inizio del libro: procurare sangue al vampiro, in un circolo di morti e di spostamenti senza fine, destinato a ripetersi in modo perpetuo, finché Eli non si stancherà di esistere o finché qualcuno si stancherà della sua esistenza e deciderà di porvi fine.
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