![]() |
Quando un libro mi è piaciuto devo scrivere una recensione. Lo devo al libro stesso, al mio cuore che ha lasciato una parte di sé in quel libro e a chi ci ha messo tutto il suo cuore per scrivere qualcosa di bello, che piacesse prima di tutto a chi l'ha scritto e poi ad altre persone. Perché quando qualcuno fa qualcosa per passione si vede ed è bellissimo. È il mio modo per stare ancora un po’ in compagnia di una storia che mi è piaciuta e che non sono ancora pronta a lasciar andare del tutto.
Vi lascio capire a quale di queste due categorie appartiene All The Young Dudes, fan fiction che deve il titolo a una canzone di David Bowie ispirata ai libri della terfona. Prima o poi farò un post (o una serie di post, devo ancora decidere) in cui iperanalizzerò un prodotto per bambini e poi giuro che non mi sentirete mai più parlare di questa saga. A meno che non siano fan fiction, ma quelle sono un caso un po’ a parte per quanto mi riguarda.
Protagonisti di questa storia sono i Malandrini (mi sono posta il problema del fatto che Marauders in inglese significa predoni e che nella traduzione italiana siamo stati privati di questo soprannome stupendo solo leggendo questa fan fiction, sinceramente) nel loro periodo ad Hogwarts e nell’immediato futuro, insieme a qualche sprazzo nel periodo in cui è ambientata anche la saga principale. Questa è la storia che la me di sedici anni avrebbe voluto veder scritta dalla terfona (in caso ve lo steste chiedendo no, non pronuncerò mai il suo nome, la odio troppo), ma sinceramente sono contenta che non l’abbia scritta lei. Anche perché lei non avrebbe avuto le palle (e infatti non le ha avute) di rendere Sirius e Remus omosessuali. Non è di certo la storia che la me di sedici anni si sarebbe aspettata ma quella che si meritava.
Di questa storia ho apprezzato tantissimo la caratterizzazione dei personaggi che nella saga madre erano solo dei contorni. Ognuno ha una personalità forte, ci si confronta, si ride, si piange, si riflette. Spesso più elementi alla volta compaiono insieme. Si mette in scena la fratellanza tra un gruppo di amici che si incontrano per caso e di primo acchito non avrebbero niente a spartire tra loro ma che proprio per questo funzionano bene: ognuno porta qualcosa di diverso al gruppo e sa come “sfruttare” al meglio le potenzialità degli altri compagni.
Spicca su tutti Remus, il mio preferito nella saga principale e anche in questa fan fiction, che crede di vivere all’ombra di James e Sirius, ma che in realtà è la colla che tiene insieme il gruppo, che ha le idee per scherzi nuovi e che fa di tutto perché quelli intorno a lui siano a proprio agio in sua presenza. Anche James stesso, per quanto per esigenze di trama compaia meno spesso dei due innamorati, mi è piaciuto. È il frontman del gruppo, quello che sa sempre cosa dire, cosa fare, come tirare su il morale dei suoi amici. Ed è per questo che la sua morte, per quanto -ahimè- non venga messa in scena ma venga solo raccontata da terzi, fa ancora più male. Non è morto solo un amico, un marito e un padre, ma un punto di riferimento, qualcuno a cui molti guardavano con ammirazione e affetto. Una persona che aveva davanti un futuro luminoso, che è stato tranciato brutalmente.
Se devo trovare delle critiche, avrei preferito stare un po’ nella testa di Peter e capire quali fossero le ragioni che l’hanno portato a tradire il suo ruolo di custode segreto, ma credo che fossero facilmente intuibili, nonostante tutto. Comunque un po’ di insight in più non avrebbe fatto male (lo so che sono più di 1400 pagine, ma ne avrei lette altrettante e non avrei sentito il peso della narrazione). Un'altra cosa che mi ha lasciata un po' stranita -e questa è un po' più importante dato che è il focus principale della fan fiction- è la passività con cui i personaggi accettano le rivelazioni più grandi. Remus dice "sono gay" e tutti sono contentissimi per lui. Sirius dice che si sta frequentando con Remus e tutti gli rispondono "d'accordo" con tanto di scrollata figurata di spalle. Remus confessa a Grant (personaggio che nella serie non c'è ma qui funge da amico babbano e ripiego sentimentale di Lupin) di essere un mago e un LUPO MANNARO, e quello annuisce e accetta la cosa come se gli avesse confessato di essere un hippie. Di nuovo, la lunghezza va bene, ma alcuni passaggi mancano di approfondimento.
Nonostante alcuni difetti oggettivi, questa rimane una fan fiction scritta bene (migliore di molte altre fan fiction e di alcuni romanzi pubblicati -che quindi hanno dovuto affrontare un giro o più di editing e correzione di bozze). A più riprese mi è venuto il magone, soprattutto quando ho realizzato di averla conclusa (1400 e passa pagine sono tantissime, per dire, è più lunga della mia edizione del conte di Montecristo che ne conta 1200 scarsine) e ho apprezzato la scelta dell'autrice di interromperla appena prima dello scontro al Ministero dei Misteri. E noi sappiamo bene cosa succede lì. Temo che il mio cuore non avrebbe retto, quindi grazie MsKingBean89 per avermi risparmiato questa sofferenza. Su altre cose hai picchiato giù duro, ma almeno su questa hai glissato.
Questo è il mio primo esperimento di recensire una fan fiction, che per me sono un mondo un po' a parte nell'universo della narrativa, dal momento che non creano un canone loro ma sviluppano un canone già esistente, però devo dire che mi sono divertita.

Nessun commento:
Posta un commento