sabato 4 luglio 2026

Fuori programma: "Supergirl"; uffa che barba uffa che noia

 

"Superman", uscito l'anno scorso, mi aveva fomentata come non mi succedeva da anni con un cinecomic. C'era tutto: un cast stellare, scene d'azione top, una trama solida con tanto di critica sociale. Mi stava abbastanza su che avessero deciso di sostituire Henry Cavill col suo sosia pacioccone (nel senso che è tenerello e ingenuo e col faccino pulitino), però era una cosa abbastanza tollerabile.

"Supergirl" mi ha ricordato invece perché mi ero allontanata dai cinecomic. Il cast rimane comunque ottimo (Milly Alcock è stata la mia parte preferita del film), ma la trama è caciarona, debole, manca di mordente. Tutto potrebbe finire in mezz'ora, invece si protrae per 108 lunghissimi minuti, in cui seguiamo le protagoniste in uno dei viaggi più banali della storia, in cui i conflitti si risolvono in uno schiocco di dita e le difficoltà non hanno seguito perché altrimenti il film non va avanti, il tutto condito con un villain che è la cosa più insopportabile dell'universo. Io di solito parteggio per i cattivi, ma questo era fastidiosissimo, tanto inutile che non mi ricordo nemmeno come si chiama. Però è pazzo in culo quindi forse speravano che la gente stesse dalal sua parte, non lo so.

Questo film è praticamente un tacchino: c'è dentro di tutto, a partire da un pretesto di trama stupido ai limiti del ridicolo, ovvero il canetto che viene avvelenato. La cosa ci preoccupa minimamente? No, sappiamo che per il potere del bucho de culo il canetto starà bene entro fine film, ma ci serviva un motivo per far scendere in campo la supereroina, che altrimenti sarebbe troppo impegnata a sbronzarsi in occasione del suo ventitreesimo compleanno per occuparsi di quisquilie come il traffico di esseri umani o lo sterminio di gente innocente che ha come unica colpa l'aver osato dire di no al cattivo. Perché lei non è come suo cugino, lui è buono, lui è bello, lui è bravo, lui è un patatone, mentre lei è tosta, lei ha sofferto, lei ha visto i suoi genitori morire e bla bla bla.


Il canetto è in qualche effettiva difficoltà? Ovviamente no, perché lo spazio-tempo non esiste e i tre giorni che vengono dati a Kara per trovare l'antidoto al veleno che gli è stato iniettato sembrano invece dilatarsi per una settimana, che la protagonista passa a scorrazzare per l'intero universo facendo a botte con chiunque e prendendone tantissime, tirandosi dietro una pisquana che non serve a nient'altro se non a rallentarla e a non farle finire la missione in un minuto (anche perché nello scontro finale Kara ha almeno tre -TREH- occasioni per prendere l'antidoto ma comunque non lo fa per qualche strano motivo).

Qualcuno poi deve spiegarmi qual è l'esatta utilità di Lobo, oltre a sembrare un Hagrid metallaro e a fare casino. Compare per quanto, cinque minuti? E non fa assolutamente niente nonostante sia alto tre metri e largo quanto un armadio a due ante (e quindi pure lui potrebbe risolvere la questione in un minuto netto, ma non lo fa perché se no veniva fuori un cortometraggio).

Dirò una cosa cattiva, ma questo film ha fatto molto peggio di essere brutto: se fosse stato brutto ci avrei riso su e avrei scritto un trattato breve sulla bruttezza e sulla sua importanza. Questo film è inutile, e per un prodotto artistico l'inutilità è il difetto peggiore che possa avere.

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