Le recensioni positive delle persone di cui mi fido abbondavano, quindi sapevo che sarebbe stata una lettura interessante, ma non avevo idea di quale sarebbe stata la trama e dove mi avrebbe condotta.
Il verdetto finale è: sono contenta di averlo letto. Sono contenta perché mi ha immerso in un mondo basato sul nostro ma allo stesso tempo profondamente diverso, con personaggi che si fanno delle domande e hanno dei dubbi, con delle immagini fortissime e delle descrizioni molto belle (vorrei che questo libro diventasse un film animato, ma allo stesso tempo non so se avrei il coraggio di guardarlo, ci sono delle scene che metterebbero a dura prova il mio animo fifone).
Protagonista di questa storia è Ishmael, studente di medicina che, in seguito a un trauma subito durante il suo tirocinio, non riesce più a mettere piede in università (figuriamoci in un ospedale) senza avere un attacco di panico. Va frequentemente dalla psicologa, prende dei sonniferi per provare a dormire meglio, cerca di mantenere dei rapporti umani coi suoi colleghi di studio, ma per il resto si trascina nella vita per inerzia. Tutto cambia quando una sera, uscendo con degli amici, si imbatte in Julie, una pianista che con la sua musica lo trasporta nell'Oltre, facendogli scoprire di essere uno sciamano in grado di entrare in contatto col Mare Celeste (praticamente l'aldilà).
Se le descrizioni della parte più "spirituale", che si basano tanto sulle sensazioni e sulla creazione di immagini vivide, mi sono piaciute tantissimo, secondo me il libro pecca un po' quando si tratta di descrivere le azioni dei personaggi e i loro spostamenti, rischiando più spesso di cascare nell'espediente "lista della spesa". Anche il modo in cui vengono processate certe informazioni (il ptsd, l'episodio dal gioielliere e lo stesso "voltafaccia" di un personaggio prima che si scoprano le sue reali intenzioni sono degli esempi) mi è sembrato un po' troppo frettoloso, ma avendo letto il Wendigo so che l'autore si è già migliorato su questo aspetto, quindi non posso davvero lamentarmi più di tanto.
I veri punti di forza rimangono i personaggi (che hanno una voce loro, spiccano ognuno al momento giusto e sono parecchio realistici) e le atmosfere che partono tutto sommato tranquille e poi sommergono il lettore con l'orrore cosmico e i traumi più pesanti. Alcuni personaggi sono più grigi di altri e risentono profondamente dell'ambiente che li circonda, del posto in cui sono cresciuti e del loro passato; i loro intenti non sono chiari fino alla fine e sta al lettore decidere se è d'accordo con loro o no.
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